
Un approfondimento storico-antropologico, atto ad evidenziare nei personaggi portati in scena da Eduardo, le nuove dinamiche psicologiche, che muovono l’agire e l’essere delle donne nel mondo contemporaneo. Eduardo, nelle opere d’esordio, aveva assunto un punto di vista maschilista, rispecchiando, in un certo senso, quello che era il sentire comune nel del suo tempo: la donna era ‘fissata’ nello spazio limitante delle quattro mura domestiche, nel suo ruolo di sposa e madre esemplare, angelo del focolare, cui erano preclusi ‘altri varchi’, altre uscite nel mondo.
Nel secondo dopoguerra, de Filippo, attento sensore delle dinamiche in atto, registra i cambiamenti della società italiana: le sue donne diventano le protagoniste di una microstoria che non è solo personale, ma testimone del tempo. Concetta Cupiello, Amalia Jovine e Filumena Marturano, per citare le più note ‘eroine’ di Eduardo, incarnano una figura di donna consapevole del proprio ruolo nel mondo. Sono donne forti, che ‘appaiono deboli’ agli occhi del partner soltanto perché, a differenza del maschio, si mettono continuamente in gioco: non vogliono rinunciare a quei turbamenti, a quelle incertezze, alle sensibilità, a tutte quelle peculiarità che marcano la loro profonda differenza.
La cittadinanza è invitata a partecipare.
In allegato locandina di programma: Invito_FIDAPA_10 dicembre