
Da fine anni Sessanta al primo decennio dei Duemila, di quell’avventura Capitini fu testimone avendo il privilegio di avvicinare tutti quei grandi con interviste di presentazione degli spettacoli, personalizzate poi per la pagina Spettacoli del quotidiano L’Arena. Ritratti-intervista che di ogni messinscena si sforzavano di illustrare le idee di regia, dipingendo dei vari interpreti l’arte attoriale e il mondo interiore, rendicontando i giudizi anche contradditori sul teatro e sul far teatro, grande teatro anche là e quando certi suoi protagonisti ne stigmatizzavano la stagnazione o la ventilata crisi, rivendicando un teatro di attori e di interpretazione là dove sembrava prendere dominio sulla scena un teatro intellettualistico e pretestuoso di regia. Ne esce un tuttotondo fascinoso, che emerge con la pienezza del suo volume e che mostra, dell’artista di teatro, pensieri e idee, anche il dietro le quinte, con pudore e accortezza, con puntualità critica e curiosità intellettuale. Come dice Gabriel García Márquez, la vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
Claudio Capitini è giornalista e autore di programmi radio-televisivi. E’ stato capo ufficio stampa dell’Ente lirico Arena di Verona. Dal 2003 è capo ufficio stampa e direttore della comunicazione delle Aziende sanitarie veronesi. Per queste aveva pubblicato un libro dal titolo significativo: “Il palcoscenico della Cura. Comunicare salute”.
Il libro, oggi presentato, riflette la sua passione per il teatro, si può dire “da sempre”, fin dagli anni dell’università, iniziata con la tesi di laurea in Storia del teatro. A quel tempo aveva anche frequentato il Piccolo Teatro di Milano. Per questo incontro, sono state scelte alcune interviste a famose attrici. Una presentazione di voci e musiche, per evocare le personalità delle attrici e gli anni in cui erano state a Verona. Alla presentazione di Claudio Capitini, sono seguite le esibizioni musicali de l’ensemble Musikè, gruppo tutto al femminile (la parola Musikè significa appunto “l’arte delle Muse”) composto da musiciste impegnate con la Fondazione Arena di Verona: Eugenia Soregaroli – Flauto, Serena Chien – viola violino, Ozlem Adiguzel – violino, Stefania Tosi – violoncello. Fanno parte dell’Ensemble Musikè anche due attrici, impegnate nel Gruppo teatrale amatoriale, TRIX TRAGOS: Nunzia Messina e Barbara Sangiorgi.
L’incasso della vendita del libro è stato devoluto ad una Associazione che assiste pazienti oncologici.