Femminicidio. Richiesta urgente di incontro Ministra Boschi

Alla Presidente della Camera Boldrini

Al Presidente del Consiglio Renzi

Alla Ministra con delega alle PO Boschi

Alle Ministre e al Ministri

Alle Europarlamentari e agli Europarlamentari

Alle Amministratrici e agli Amministratori

Roma, 31 maggio 2016

Oggetto: Femminicidio. Richiesta urgente di incontro Ministra Boschi

Noi donne che viviamo in Italia, dopo l’ultimo femminicidio perpetrato su Sara Di Pietrantonio, chiediamo che le Istituzioni mettano subito in atto politiche attive, coerenti e coordinate per far fronte al drammatico problema della violenza maschile sulle donne, così come richiesto dalla Convenzione di Istanbul, ratificata dal Governo italiano, richiamata nel Piano nazionale per contrastare la violenza.

Sara aveva deciso di rompere con un uomo violento. E aveva scelto di essere una donna libera. La violenza è la rappresentazione del desiderio di controllo, dominio e possesso degli uomini sulle donne, anche quando la relazione si è conclusa. E’ questo il nodo fondamentale, ma non possiamo abituarci a questa situazione.

Si deve agire assieme ai centri antiviolenza, che hanno costruito in questi anni grande professionalità nell’affrontare il problema, con tutti gli operatori coinvolti (operatori sociali, sanitari, del mondo della giustizia, delle forze dell’ordine, della scuola, dell’università, dei media, dell’imprenditoria) per realizzare politiche ed azioni integrate.La reazione delle istituzioni deve essere forte a tutti i livelli, dal governo alle amministrazioni regionali e locali, e deve coinvolgere anche la pubblica opinione e il sistema delle imprese utilizzando modalità innovative che in altri contesti europei hanno ottenuto risultati soddisfacenti come a Londra e a Barcellona.
Dobbiamo sentirci tutte e tutti obbligati ad agire, gli uomini e non solo le donne. Un Paese democratico non può tollerare che milioni di cittadine siano vittima di violenza, sia essa psicologica, economica, fisica e/o sessuale. Un Paese democratico deve reagire subito e con grande forza, applicare le leggi che ha e dotarsi di sempre rinnovati strumenti.

Sara è morta in completa e assordante solitudine, nell’indifferenza generale perchè la violenza contro le donne è considerata ancora oggi un fatto privato, la solidarietà umana non viene più coltivata, mentre si alimentano da parte di alcuni media morbosità e paura. Prima di quell’ultimo atto violento, Sara ha vissuto quello che ogni giorno, in ogni ambito, si osserva: volgere lo sguardo altrove di fronte alla “cultura” del pregiudizio, discredito, violenza verso una donna perché donna, isolando la vittima e rafforzando il carnefice. Si deve creare un ambiente sociale che faciliti e promuova relazioni personali paritarie e non violente. I ragazzi e le ragazze devono diventare adulti ed adulte capaci di gestire le emozioni e le relazioni, per risolvere i conflitti e riconoscere le situazioni a rischio nella consapevolezza che se ne può uscire.

Le violenze sulle donne si eliminano solo con la prevenzione primaria, combattendo le cause: siamo per una vera rivoluzione culturale nell’ambito di una rinnovata e decisa attenzione alla cittadinanza attiva e responsabile.

I giovani come gli adulti, donne e uomini devono:

– poter vivere nel rispetto reciproco,

-avere parità di opportunità, autodeterminazione e libertà e il dovere al rispetto della libertà altrui e delle leggi

−conoscere cosa è la violenza in ogni sua forma e come prevenirla

-conoscere e prevenire le discriminazioni di genere contro qualsiasi persona e a non farsi condizionare dai mass-media e dalle pubblicità sessiste e maschiliste

Dagli ultimi dati emerge che in generale è’ diminuita la violenza sulle donne, anche se permane lo zoccolo duro, quello degli stupri e dei femminicidi. E’ aumentata la coscienza femminile: sono di più le donne che hanno subito violenza a riconoscerla come un reato; sono di più le donne che riescono a prevenirla o ad interrompere la relazione prima che la spirale si stringa troppo attorno a loro. Le donne ne parlano di più con gli altri, si attivano, aumentano le denunce, anche se sono sempre una piccola percentuale del totale, si recano di più presso i centri antiviolenza, di pronto soccorso. Ma i dati dicono anche che aumenta la gravità della violenza subita e in particolare la quota di donne che riferiscono di aver temuto per la propria vita.
Prevenzione deve essere la parola d’ordine. Per questo è indispensabile mettere a punto un’agenda di incontri che coinvolga le Scuole,le Università e le Amministrazioni locali con il supporto di tutte quelle associazioni che da anni operano sui territori.
Si chiede una convocazione urgente di una rappresentanza delle donne firmatarie presso la sede della Ministra Boschi.
Per comunicazioni:

isa.maggi.statigeneralidonne@gmail.com
mobile 366 2554736
Firmatarie

Marta Ajò, giornalista e scrittrice, “Il Portale delle Donne”

Mariarita Autiero, insegnante

Miriam Bisagni, sociologa,Consiglio delle Elette Piacenza, Associazione Piace Cibo Sano

Cinzia Boschiero, giornalista

Francesca Brezzi,Osservatorio Interuniversitario di Genere

Anna Calò, Stati Generali delle Donne Young

Enrica Canale Parola, Stati Generali delle Donne

Paola Carboni,libera professionista

Ketty Carraffa, giornalista

Simona Cavalieri, SIS Social Innovation Society

Cristina Ceresa, giornalista

Chantal Certan, consigliera regione Valle d’Aosta

Roberta Cibeu, imprenditrice

Marilù Chiofalo, docente,Stati Generali delle Donne

Paola Cleri, libera professionista, Stati Generali delle Donne

Antonella Cotti, attivista rete 13 febbraio Pistoia ,referente SGDT per lo sport ,docente Scuola media superiore

Carla Cucchiarelli. giornalista

Caterina Della Torre, Dols

Samanta Di Persio, scrittrice

Vittoria Doretti, Dirigente medico Azienda USLToscana sud est,Responsabile Educazione alla Salute Grosseto – Direzione Sanitaria,Responsabile Task Force Codice Rosa – Grosseto

Silvia Dumitrache,presidente Associazione Donne Romene in Italia / ADRI e famiglie migratorie Stati Generali delle Donne

Alicia Erazo, giornalista, Stati Generali delle Donne America Latina

Maria Pia Ercolini, Associazione Toponomastica Femminile

Francesca Ena, Stati Generali delle Donne

Maria Anna Fanelli, Ande, Stati Generali delle Donne

Maria Giovanna Farina, filosofa e scrittrice

Lisette Fernandez, Sportello d’ascolto e antiviolenza donna Yo te Escucho.Direttore generale Ass.Orquidea de Venezuela
Marisa Ferrari Occhionero, GIO e Università di Roma Sapienza

Margherita Flaminio, Stati Generali delle Donne

Vittoria Franco,filosofa,politica,senatrice della Repubblica Italiana

Irene Giacobbe, Presidente Associazione POWER and GENDER
Mary Giammona, imprenditrice

Maria Grazia Giaume, Siaf Toscana (associazione it. Armonizzazione familiare), Stati generali donne

Elena Galimberti, libera professionista in architettura

Patrizia Giarratana

Elena Giffoni, addetta stampa

Bettina Giordani, libera professionista

Mariacristina Gribaudi, Amministratrice unica Keyline spa,Presidente Fondazione Musei Civici Venezia
Tiziana Iozzi, libera professionista
Elsa Javier, Chef Etno Gastronoma,Promotore Culturale Gastronomico
Carla Liberatore, addetta stampa

Nellina Laganà, attrice

Diana Lanfranchi, docente scuola superiore

Simona Lanzoni, Fondazione Pangea

Annalisa Lembo,dipendente Autogrill

Isa Maggi, Stati Generali delle Donne

Roberta Manfredini,Psicologa Psicoterapeuta Criminologa

Assunta Marinelli, scrittrice

Flavia Marzano, Docente, rete Wister, Stati Generali dell’Innovazione

Michela Mattiazzi, commessa

Matteo Mazza, Direttore del centro antiviolenza mediterranea cav di Reggio Calabria

Laura Moschini,Osservatorio Interuniversitario di Genere

Rosaria Nelli, Stati Generali delle Donne

Mariana Paliev, docente, councellor

Flaminia Paolucci Mancinelli, scittrice

Sabina Passamonti,docente universitaria

Francesca Panzarin, Womenonics

Celia Pariona Vergaray,libera professionista, Stati Generali delle Donne

Pia Petrucci in qualità di Presidente diFIDAPA BPW Italy
Daniela Poggi, attrice
Francesca Pontani, insegnante,libera professionista in architettura,componente delle donne democratiche di Monza e Brianza
Vincenzo Puppo, Medico – Sessuologo, Centro Italiano di Sessuologia
Michela Ricolfi,libera professionista,Stati Generali delle Donne
Elisabetta Righi Iwanejko, già Dirigente P.A., libera professionista, Segretario Generale Associazione San Marino-Italia

Pina Rosato presidente ass. Kairos Banca del Tempo e di Saperi di Francavilla al mare

Anna Rita Rossini, Spazio Donna Abruzzo
Carmen Silva, presidente ass. multietnica di volontariato sociale “Ci siamo anche noi”
Palma Sopito, imprenditrice

Gabriella Taddeo, Stati generali delle donne

Antonella Tagliabue Ceo Un-Guru

Francesca Zajczyk, docente universitaria

Marinella Zetti, giornalista