
Un punto importante, sul quale occorre riflettere per parlare di differenze salariali, deriva da una ricerca fatta dal Centro Sintesi di Mestre, da cui emerge che materialmente la disparità salariale è il risultato di condizioni di lavoro diverse a cui uomini e donne sono sottoposti nel mondo del lavoro. La tradizionale posizione che viene a trovarsi la donna nella nostra società la costringe, quindi, a riservare meno tempo rispetto agli uomini allo sviluppo professionale. Questo è un punto di partenza sul quale bisogna riflettere. L’Italia è in forte caduta rispetto alla posizione del precedente anno. Le performance italiane subiscono particolarmente l’influenza negativa della differenza retributiva per lavori simili tra uomini e donne, dove addirittura l’Italia arriva a toccare la posizione 116 sui 134 Paesi considerati. Un altro aspetto su cui lavorare è il tasso di occupazione delle donne. Il tasso di occupazione, al di là delle prospettive di Lisbona e del nuovo programma 2020, è ancora molto basso. A parte le regioni del Nord dove i tassi di occupazione raggiungono il 50 – 52%, nel Sud si registra un tasso di occupazione molto basso che influenza e riduce automaticamente anche la media nazionale. Siamo intorno al 30%. Ciò vuol dire che le cose non stanno migliorando.
È cominciato tutto a livello europeo, in Germania,nel 2009. Negli ultimi quattro anni le Istituzioni europee, le Commissioni per le Pari opportunità e le Associazioni femminili, hanno lavorato a livello europeo, nazionale e locale per cercare di cambiare questa situazione.

Non bisogna lavorare solo con le Associazioni, con le Commissioni per le Pari Opportunità e per i diritti delle donne. Bisogna dire alle aziende che avere più donne all’interno del proprio organico, soprattutto in posti di responsabilità e di decisione, dar loro una paga corretta e utilizzare il loro dinamismo, è positivo per l’azienda, e per il suo successo.
E’ necessario lavorare per le giovani generazioni, far loro capire che esistono delle nuove possibilità di lavoro, delle nuove professioni da intraprendere, che è possibile arrivare a guidare un’azienda, che è possibile cambiare la mentalità delle donne e che, all’interno della propria traiettoria professionale, è possibile continuare a formarsi seguendo dei corsi di formazione continua che aprono nuove porte, che danno più possibilità per lo sviluppo della carriera. Bisogna lavorare molto sulla condivisione delle responsabilità anche all’interno delle aziende. Iniziare a pensare ad aiutare i giovani padri che vogliono sentirsi coinvolti maggiormente all’interno delle proprie famiglie, perché la condivisione delle responsabilità aiuta sia gli uomini che le donne nella propria vita professionale.(i.b.)