
Cittadinanza e Socie sono invitate a partecipare.
Chi era Emanuele Dalpiaz – da Vita Trentina del 9 gennaio 2005 _  «Ascoltare Emanuele Dalpiaz era come rileggere la nostra storia, ripercorrere le vicende che avevo sentito raccontare da mio nonno: la guerra, il dramma dell’emigrazione vissuta da molti trentini e, tra questi, molti nonesi»: così lo ricorda l’assessore all’artigianato, Franco Panizza, che lo incontrò nella primavera dello scorso anno a Parigi, in occasione del viaggio fatto con il Coro Lago Rosso. Alla Valle di Non, Dalpiaz era rimasto sempre legato e, periodicamente, ritornava alla sua terra d’origine ed al suo paese, Flavon. «Da Parigi, dove si era perfettamente integrato e dove viveva da moltissimi anni, Dalpiaz volgeva continuamente il proprio affezionato pensiero alla sua Valle di Non. Sperava in un mondo di pace, vedeva i lati positivi della vita, lui che era stato testimone di tanti drammi e sofferenze».
Emanuele Dalpiaz ha vissuto tre nazionalità diverse, ora tutte comprese nella bandiera blu dell’Unione Europea: austriaco di madrelingua italiana fino al 1918, poi cittadino italiano, infine, da 79 anni, francese, anche se non ha mai perso, e tanto meno interrotto, i legami con la sua terra d’origine. Una vita attraverso confini e conflitti che hanno segnato la storia d’Europa, nella prima metà del ventesimo secolo, secolo che nell’altra metà si è concluso con il processo d’unione europea. Appena sedicenne, Dalpiaz aveva preso parte, precettato, alla costruzione sul Tonale di fortificazioni austroungariche, e al compimento dei 18 anni, era stato arruolato nell’esercito dell’Imperatore d’Austria, Kaiserjäger in Galizia e poi in Ucraina. Un’avventura drammatica ma, come amava ricordare Emanuele, che si era conclusa con la fortuna di poter tornare a casa, una sorte che non hanno avuto altri 24 soldati di Flavon, quasi suoi coetanei, caduti sul fronte orientale.
Nel Trentino approdato all’Italia, nei primi anni del Dopoguerra la miseria era diffusa a tal punto da spopolare interi paesi. La stessa sorte è toccata anche a Dalpiaz, emigrato in Francia e circondato da attenzione ed affetto.