“NON TI RICORDO” : Conferenza dibattito sulle “Demenze”

Il 30 ottobre 2012 a Pordenone,  presso l’ex Convento San Francesco, su iniziativa della  FIDAPA -BPW Italy,  Sezione di Pordenone, si è tenuta una conferenza dibattito sulle “Demenze” con particolare riguardo alla Malattia di Alzheimer.

Il titolo dell’evento “NON TI RICORDO” ha tratto spunto da un’idea di Ascanio Caruso (Presidente di Proscenium) che ha messo in scena storie di vita quotidiana del malato di Alzheimer, di chi lo assiste e degli anziani in genere. Tale idea è nata dalla volontà di sensibilizzare il pubblico emozionandolo attraverso la rappresentazione teatrale, tenendo alta l’attenzione,

senza sminuire  il problema e cercando, attraverso   il dibattito finale con gli esperti, di approfondirlo.

L’evento è stato organizzato dalla Dott.ssa Teresa Lacchin quale referente della Commissione nazionale Igiene e Sanità della FIDAPA – BPWitaly e presentato da Dora Paronuzzi,  Presidente della Sezione di Pordenone. Alla serata ha presenziato la presidente del Distretto Nord Est Anna Giovannoni.

Sono intervenuti quali esperti e specialisti: il Dott. Giovanni Masè,  già Primario Neurologo presso l’ospedale cittadino,  ed il Dott. David Skopelj,  Neurologo presso la Divisione di Neurologia ospedaliera di Pordenone, responsabile dell’ ”Ambulatorio per i disturbi cognitivi dell’area pordenonese”; moderatrice della serata la dott,ssa Teresa Lacchin.

Il dottor Masè ha parlato dell’inquadramento clinico, diagnostico e terapeutico delle Demenze,  mettendo in luce le difficoltà della diagnosi che molto spesso, in particolare per il Morbo di Alzheimer, viene fatta tardivamente anche con sei/dieci anni di ritardo rispetto all’esordio,  in quanto le manifestazioni sintomatologiche vengono sottostimate non solo dai familiari, ma anche dai sanitari.

Tra le diverse forme di demenza degenerativa, il morbo di Alzheimer è attualmente la più diffusa nel mondo, causa di grande sofferenza umana, sia per chi è affetto da tale disturbo sia per chi si occupa della cura del malato, oltre che di costi altissimi per la società, colpisce circa il 5% delle persone ultrasessantacinquenni ed in Italia si stimano circa 500 mila ammalati.

I principali fattori di rischio di sviluppare la malattia sono stati riconosciuti essere molteplici: l’età avanzata, un pregresso ictus cerebrale, l’ipertensione arteriosa,  alcune patologie cardiache (coronaropatia),  il diabete, il fumo, le iperlipemie e l’iperomocisteinemia. Ancora una volta quindi è stata sottolineata l’importanza di condurre un corretto stile di vita atto a prevenire tali patologie.

La malattia ha un inizio subdolo: le persone cominciano a dimenticare alcune cose per arrivare al punto in cui non riconoscono nemmeno i familiari ed hanno bisogno di aiuto anche per le attività quotidiane più semplici.

Alois Alzheimer (1864-1915) ha descritto per la prima volta nel 1906 a Tubinga, al Congresso della Società degli Psichiatri Tedeschi “Una caratteristica malattia della corteccia cerebrale”, descrivendo il caso di una donna di 51 anni con progressivo declino cognitivo e deliri che, all’esame autoptico, presentava segni di atrofia cerebrale, presenza di neurofibrille aggrovigliate e su tutta la corteccia cerebrale un gran numero di foci di deposito di una peculiare sostanza.

Tale sostanza negli anni 2000 è stata riconosciuta essere la beta-amiloide, causa della formazione delle placche infiammabili caratteristiche del disturbo e che danneggiano i neuroni cerebrali in maniera irreversibile. Recentemente un gruppo di ricercatori della Karolinska Institutet hanno pubblicato su “The Lancet Neurology” una casistica di pazienti trattati  con un vaccino atto ad  attivare una risposta immunitaria dell’organismo contro la beta-amiloide: il CAD 106.

I pazienti trattati hanno sviluppato anticorpi protettivi contro la beta-amiloide senza soffrire di effetti collaterali gravi, come era accaduto in passato con altre sperimentazioni. I risultati suggeriscono che saranno necessari sicuramente ulteriori trials più ampi. ma che, per il momento, la ricerca sembra avviarsi verso la strada del successo.

Dr Teresa Lacchin

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